giovedì 6 febbraio 2014

Mente, corpo e salute

Se sei infelice...
Cibo e corpo
Cibo ed emozioni

La mente: l'origine delle malattie

E' possibile aiutare le persone a guarire, perché il settanta per cento circa delle malattie sono mentali. Possono manifestarsi nel corpo, ma la loro origine è nella mente. E se si riesce a introdurre nella mente l'idea che la malattia è scomparsa, che non c'è da preoccuparsene, essa non esisterà più, scomparirà.
La mente ha un potere incredibile sul corpo. Governa ogni manifestazione del tuo corpo. Il settanta per cento delle tue malattie possono essere modificate cambiando la mente, poiché hanno li la loro origine. Solo il trenta per cento delle malattie hanno origine nel corpo: cadi, e hai una frattura, quella frattura non può essere curata con l'ipnosi, dicendo che non esiste frattura alcuna. La frattura rimarrà: ha avuto origine nel corpo e il corpo non può essere ipnotizzato; ha il suo modo specifico di funzionare. Viceversa, se un processo ha origine nella mente e ha poi un'estensione nel corpo, lo si può modificare facilmente.
Ma ricorda, solo il settanta per cento delle malattie...

Scienza Cristiana

In America esistava una setta... penso che sia sopravvissuta in alcune aree, ma all'inizio del secolo era molto diffusa. Si trattava di un gruppo cristiano, che si definiva 'Scienza Cristiana'. I suoi membri credevano che tutto potesse essere curato semplicemente credendo in Gesù Cristo: le tue malattie non erano altro che idee; credevi di avere la tubercolosi, ed essa si manifestava.
Un giovane incontrò per strada una vecchia signora che gli chiese: ''Non vedo più tuo padre, alle nostre riunioni...'', si incontravano regolarmente ogni domenica.
Lui rispose: ''E' malato, molto malato''.
La vecchia disse: ''Ma che assurdità... noi apparteniamo alla chiesa della ''Scienza Cristiana''! Egli crede soltanto di essere malato!''
E il giovane: ''Se è cosi, forse è vero''.
Due o tre giorni dopo, il giovane incontrò di nuovo la stessa donna, e lei tornò a chiedergli: ''Cos'è successo?''
E il giovane: ''Adesso crede di essere morto, per cui l'abbiamo portato al cimitero. Abbiamo provato a scuoterlo: ''Non credere in assurdità simili, sei un membro di ''Scienza Cristiana''... devi credere di essere vivo! ''Ma non è successo nulla, e l'intero vicinato ci ha derisi...ora il poveretto è in una tomba, e crede ancora di essere morto''.
Il corpo non crede e non è scettico, mentre la mente ha queste attitudini. E la mente ha un immenso controllo sul corpo.

Malattie locali

Oggi la scienza medica si è resa conto di alcuni fenomeni particolari. Uno di questi è veramente peculiare: in ogni nazione prevalgono tipi di malattie specifiche, e la stessa cosa è vera per ogni comunità, per ogni setta religiosa.


Epidemie

Per esempio, le popolazioni orientali sono più soggette alle epidemie: peste, colera; sono più soggette a infezioni e a malattie diffuse per infezione, perché in Oriente l'individuo non ha grande rilievo. Esiste solo la comunità.
In un villaggio indiano, esiste il villaggio; nessuno esiste in quanto individuo: esiste la comunità. Quando la comunità è creciuta troppo, prevarranno le malattie infettive, in quanto nessuno ha intorno a sé un'aura protettiva. Se una persona si ammala, pian piano, l'intera comunità cade vittima di quella stessa malattia. E se, nella stessa comunità, vivono degli occidentali, ne resteranno immuni.
Di fatto, dovrebbe essere proprio il contrario, in quanto un occidentale in India ha una difesa immunitaria minore. Non ha un adattamento al clima, a certe malattie: dovrebbe essere la prima vittima! Ma non è cosi: gli studi degli ultimi cento anni hanno rivelato che, in caso di malattie infettive, gli europei sono protetti da qualche forza sconosciuta, mentre gli indiani ne diventano subito vittime.

La mente collettiva...

La mente indiana è più ''collettiva'', la mente europea è più egoica, più individuale.
Quindi, in Occidente prevalgono altre forme di malattia. Per esempio, l'attacco cardiaco: è una malattia dell'individuo, non è infettiva. In Oriente, l'attacco cardiaco non è molto diffuso...sempre che tu non sia occidentale, non sia stato educato all'occidentale, fino a diventare, in pratica, un occidentale.
In Oriente, l'attacco cardiaco non è un problema grave, né lo sono il diabete e la pressione alta; tutte malattie non infettive. I cristiani ne sono più soggetti.

...e la mente individuale

La mente occidentale vive in quanto unità individuale. Ovviamente, se vivi come unità individuale, l'impatto della comunità non potrà mai essere eccessivo. Sarai protetto dalle infezioni. E, in Occidente, le malattie infettive, col tempo, sono scomparse. D'altro canto, le persone sono sempre più colpite da malattie personali: attachi cardiaci, pressione alta, pazzia, suicidio; queste sono tutte malattie individuali, non implicano alcuna infezione bensi tensione, angoscia ansia...
In Oriente, la gente è più rilassata. Non troverai mai nessuno eccessivamente teso. Nessuno soffre di insonnia, né di malattie cardiache.
La comunità protegge da questi mali, in quanto la comunità non ha un cuore: se vivi una vita comunitaria, non potrai soffrire di una malattia cardiaca.
Si tratta di un fenomeno peculiare: significa semplicemente che la tua mente ti predispone a particolari malattie, mentre ti protegge da altre.

La mente e il mondo

La tua mente è il tuo mondo. La tua mente è la tua salute ed è la tua malattia. Se continui a vivere con la mente, vivi in una capsula, non puoi conoscere la realtà.
La realtà si conosce solo quando si abbandonano tutte le forme di mente: comunitaria, individuale, sociale, culturale, personale...allorché lasci cadere ogni forma mentis; allora, la tua mente diventa universale, si unisce alla mente dell'universo.
Quando non hai una mente privata, la tua consapevolezza diventa universale.

PSICOSOMATICA

Tutti i problemi sono psicosomatici, perché il corpo e la mente non sono due entità.
La mente è la sfera interiore del corpo, e il corpo è la sfera esteriore della mente; quindi, ogni cosa può iniziare nel corpo, e poi entrare nella mente, o viceversa, partire dalla mente e poi entrare nel corpo. Non esiste alcuna divisione, non ci sono compartimenti stagni.

Curare attraverso il corpo...

Quindi, tutti i problemi hanno due estremi: possono essere trattati attraverso la mente, oppure attraverso il corpo. E finora, nel mondo, si è agito cosi: alcuno credono che tutti i problemi siano limitati al corpo; i fisiologi, i pavloviani, i behavioristi...tutti costoro curano il corpo, e ovviamente hanno successo nel 50% dei casi. Essi sperano che, con il perfezionarsi della scienza, il loro successo aumenterà; ma il loro successo sarà sempre limitato al cinquanta per cento dei casi: non ha nulla a che vedere con lo sviluppo delle conoscenze mediche.

...o attraverso la mente...

Esiste, poi, l'altro fronte, che pensa che tutti i problemi siano mentali. Anch'essi sono in errore, come il primo gruppo. I membri di ''Scienza Cristiana'', gli ipnotisti, i mesmeriani, gli psicoterapisti, tutti costoro pensano che i problemi sono mentali. Anch'essi hanno successo nel 50% dei casi; e anche loro pensano che, prima o poi, il loro successo si estenderà sempre di più. Non è possibile: il 50%  è il loro limite.

...o da entrambi i lati

A mio avviso, ogni problema dev'essere trattato partendo contemporaneamente da entrambi i lati. Dev'essere attaccato su entrambi i fronti, dev'essere un attacco deplice: solo in questo caso, un uomo può essere curato al 100%. E quando la scienza medica giungerà alla sua perfezione, opererà cosi.
Il primo fronte è il corpo, perché il corpo è la soglia della mente. E poiché il corpo è materiale, è facile manipolarlo. In primo luogo, il corpo dev'essere liberato da tutte le infrastrutture accumulate... se hai vissuto per tanto tempo con la sensazione di essere debole, questa idea dev'essere penetrata nel corpo, nella sua stessa struttura. Come prima cosa, dev'essere rimossa da quel punto... e, al tempo stesso, la tua mente dev'essere ispirata, in modo tale che inizi a elevarsi, iniziando a sbarazzarsi di tutti quei pesi che la schiacciano e la opprimono.

Il dolore
-(il dolore e la nostra identificazione con esso)

Il sé testimone non viene mai percepito. Noi percepiamo sempre e soltanto un'identità, viviamo sempre una identificazione. Mentre la consapevolezza testimoniante è la realtà. Perché, dunque, avviene questa identificazione? E come si verifica?
Quando soffri, quando provi dolore, cosa accade veramente dentro di te? Analizza l'inferno fenomeno: esiste il dolore ed esiste questa consapevolezza che il dolore è presente.
Questi sono i due estremi: è presente il dolore ed è presente la consapevolezza della presenza del dolore. Ma non esiste alcuna distanza, in qualche modo si ha questa sensazione:
''Io sono dolorante!'' Non solo, prima o poi, la sensazione diventa: ''Io sono il dolore''.

Tre stati dell'essere

'Io sono il dolore.'
'Io sono dolorante.'
'Io sono consapevole del dolore.'  -  sono tre stati dell'essere completamente diversi.
Chi medita dice: ''Io sono consapevole del dolore''. Non può andare oltre, perché a quel punto si trascende il dolore. La consapevolezza trascende: tu sei distinto dal dolore ed esiste una separazione profonda. Di fatto, non è mai esistita connessione alcuna, essa inizia ad apparire solo a causa della vicinanza, solo perché esiste intimità tra la tua consapevolezza e tutto ciò che accade intorno a te.
Quando soffri, la consapevolezza è estremamente vicina a ciò che ti accade; si trova proprio li, di fianco: è inevitabile, altrimenti il dolore non potrebbe essere curato. Deve trovarsi nelle vicinanze altrimenti non lo potrebbe percepire, non lo potrebbe conoscere, non ne potrebbe essere consapevole.

Vicinanza ed identificazione

Ma, a causa di questa vicinanza, ti identifichi, diventi un'unica cosa col tuo dolore. Di nuovo, si tratta di una misura precauzionale, di una precauzione naturale: quando provi dolore, devi restare vicino a te stesso, la tua consapevolezza deve accorrere verso il dolore, per sentirlo e per fare qualcosa.
Stai camminando per strada e vedi un serpente; la tua consapevolezza si raccoglie tutta in un attimo! Non può perdere neppure un istante, non può minimamente pensare a cosa fare. Non esiste distanza alcuna tra l'essere consapevole e l'azione. Devi essere vicinissimo a ciò che accade, solo cosi puoi agire.

Perché devi essere vicino al dolore

Quando il tuo corpo soffre, è dolorante, è malato, devi essere nelle vicinanze altrimenti la vita non può sopravvivere. Se fossi estremamente lontano e non sentissi il dolore, moriresti. Il dolore dev'essere percepito immediatamente, non deve sussistere alcun intervallo di tempo. Il messaggio dev'essere ricevuto subito e la consapevolezza deve accorrereimmediatamente in quel punto per fare qualcosa. Ecco perché è necessario essere vicini al dolore; ma, a causa di questa necessità, si verifica anche l'altro fenomeno: trovandoti cosi vicino, diventi una cosa sola col tuo dolore; essendo cosi vicino, inizi a sentire: ''Questo sono io... questo dolore, questo piacere''. A causa di questa vicinanza si determina l'identificazione: diventi la rabbia, diventi l'amore, diventi il dolore, diventi la felicità.
Chi medita afferma che esistono due modi per dissociarsi da queste false identità.
Tu non sei ciò che pensi, senti, immagini, proietti; ciò che sei e semplicemente il tuo esserne consapevole.Qualsiasi cosa accada, resti una semplice consapevolezza. Tu sei consapevolezza: quell'identità non può essere spezzata, non può essere negata.
Qualsiasi altra cosa può essere negata e gettata via; la consapevolezza resta il substrato in assoluto, il fondamento ultimo. Non la puoi negare, non la puoi confutare, non ti puoi dissociare da essa.

Quello sei tu...

Quindi, la procedura è questa: ciò che non può essere gettato via, ciò che non può essere reso qualcosa di separato da te, quello sei tu; ciò da cui puoi essere separato, non sei tu. Esiste il dolore, un momento dopo può non esserci più, ma tu ci sarai sempre. Viene la felicità, se ne andrà: è esistita, non esisterà più, ma tu ci sarai sempre. Il corpo è giovane, poi invecchia... tutto il resto viene e va (gli ospiti vanno e vengono), ma il padrone dell'essere rimane sempre immutato.
Per questo, i mistici Zen dicono: non perderti nella folla degli ospiti. Rimani il padrone del tuo essere. E quello è la consapevolezza: il padrone è la consapevolezza testimoniante. Qual è l'elemento di fondo che resta sempre lo stesso, dentro di te? Sii solo quell'elemento e disidentificati da tutto ciò che viene e se ne va. Ma noi ci identifichiamo con gli ospiti. Il padrone di casa è cosi coinvolto dagli ospiti che si dimentica.

...il padrone di casa!

Mulla Nasruddin aveva dato un party per amici e conoscenti. La festa era di una noia mortale, e metà della serata era passata in niente, né si vedeva alcun miglioramento...uno sconosciuto, invitato da amici di amici, non sapendo che il Mulla era padrone della casa, gli disse: ''Non ho mai visto un party più noioso, sto proprio pensando di andarmene''.
E il Mulla replicò: ''Mi ha tolto le parole di bocca. Neanch'io mi sono mai annoiato tanto, ma non osavo dire ciò che lei ha detto... anch'io stavo pensando di scappar via!'' Ed entrambi se ne andarono.
Per strada, all'improviso, il Mulla ebbe un guizzo: ''Qualcosa non va...mi sono ricordato di essere il padrone di casa! Mi scusi, devo tornare indietro!''

Il sé testimone

La stessa cosa accade a tutti noi: il padrone si è perso, viene dimenticato a ogni istante. E il padrone è il vostro sé testimone. Il dolore insorge, seguito dal piacere; esiste la felicità, poi viene la tristezza. A ogni istante, qualsiasi cosa insorga in te, ti ci identifichi, diventi il tuo ospite.
Ricorda il padrone di casa. Quando l'ospite è presente, ricordati di essere il padrone di casa. Ed esistono ospiti di tutti i tipi: piacevoli, dolorosi; che ti sono simpatici, che non vorresti mai avere; che vorresti vivessero con te per sempre, che vorresti evitare...ma sono tutti ospiti. Ricordati del padrone di casa. Ricordati continuamente del padrone di casa: rimani centrato in lui. Resta sempre la tua essenza e non esisterà più separazione alcuna. Subentrerà una distanza, un intervallo: il ponte dell'identificazione crollerà. Nel momento in cui questo ponte si spezza, si ha il fenomeno della rinuncia. In quel caso, sei nel mondo ma non ne fai parte. Sei nell'ospite, ma rimani sempre il padrone di casa. Non devi più scappar via dai tuoi invitati... non è più necessario.

L'ossessione del corpo

Per secoli, all'uomo sono state dette cose che negano la vita a ogni livello. Perfino torturare il proprio corpo è stata una disciplina spirituale.
Cammini, mangi, bevi: tutte queste cose indicano che tu sei un corpo e che esso forma, con la tua consapevolezza, un'unità organica.

Amare il corpo

Non puoi torturare il tuo corpo e, al tempo stesso, elevare la tua consapevolezza. Il corpo dev'essere amato, devi essergli intimamente amico. E' la tua dimora, devi ripulirla da ogni sporcizia, devi ricordare che è continuamente al tuo servizio, giorno e notte. Perfino mentre dormi, il corpo continua a essere al tuo servizio, digerisce, trasforma il cibo in sangue, elimina le cellule morte, immette nuovo ossigeno...e tu sei profondamente addormentato!
Esso fa tutto ciò che necessita alla tua sopravvivenza, per tenerti in vita, sebbene tu gli sia cosi profondamente ingrato, da non averlo mai ringraziato. Al contrario, le religioni ti hanno insegnato a torturare il tuo corpo: è tuo nemico, ti devi liberare da esso e dai suoi attaccamenti.
Anch'io so che tu sei molto di più del tuo corpo, e non è necessario avere attaccamento alcuno. Ma l'amore non è attaccamento, la compassione non è attaccamento. Amore e compassione sono assolutamente necessari al tuo corpo e al suo nutrimento. E migliore sarà il tuo corpo, maggiori saranno le possibilità che la tua consapevolezza si evolva.

Nei silenzi del cuore

Il mondo ha bisogno di una forma di educazione completamente nuova, che introduca, fondamentalmente, ogni singolo essere umano nei silenzi del cuore; in altre parole, nel regno della meditazione.
In questo modo, tutti impareranno ad avere compassione del proprio corpo; e questo perché, se non si ha compassione del proprio corpo, non si potrà nemmeno averne per quello degli altri.
Si tratta di un organismo vivente, ed esso non ti ha fatto alcun male: sin dal concepimento, e fino all'istante in cui morirai, ti servirà fedelmente. Farà qualsiasi cosa tu voglia, perfino le cose più impossibili, non ti disubbidirà mai!
Sembra inconcepibile che si possa creare un meccanismo altrettanto ubbidiente e altrettanto saggio. Se diventi consapevole di tutte le funzioni del corpo, resterai stupido. Non hai mai pensato a ciò che fa: è un vero miracolo, un vero mistero, ma tu non lo hai mai osservato da vicino. Non hai mai pensato di fare amicizia col tuo corpo... e poi pretendi di amare gli altri. Non potrai mai farlo, in quanto anche gli altri sono, per te, solo dei corpi.

Amare il mistero del corpo

Il corpo è il più grande mistero dell'intera esistenza. Ed è un mistero che si deve amare e al tempo stesso va scrutato a fondo, cosi come vanno osservati intimamente i modi in cui esso opera.
Sfortunatamente, le religioni sono sempre state ferme oppositrici del corpo. E questo vi fornisce una chiave importante, l'indicazione definitiva del fatto che, se un uomo apprende la saggezza e il mistero del proprio corpo, non presterà più alcun'attenzione al prete e a Dio: avrà trovato, dentro di sé, l'essenza stessa del mistero, e all'interno del mistero del corpo si trova il tempio della consapevolezza. Quando diventi cosciente della tua consapevolezza, del tuo essere, non esiste più un Dio sopra di te. Solo una persona cosi può provare rispetto per gli altri esseri umani, per gli altri esseri viventi, perché sono tutti altrettanto misteriosi... sono espressioni diverse, varietà che rendono più ricca la vita. E quando un uomo ha scoperto in se stesso la consapevolezza, ha trovato la chiave per raggiungere l'assoluto.
Qualsiasi educazione che non vi insegni ad amare il corpo, che non vi insegni a essere compassionevoli verso di lui, che non vi insegni come entrare nei suoi misteri, non sarà neppure in grado di insegnarvi come entrare nella vostra consapevolezza.

Il corpo è la soglia

Il corpo è la soglia, il corpo è la pietra miliare. Qualsiasi educazione non tocchi questo argomento e quello della consapevolezza, non solo è assolutamente carente, ma è anche estremamente dannosa, poiché continuerà ad essere distruttiva.
Solo la fioritura della tua consapevolezza ti potrà impedire di distruggere, e ti fornirà, al tempo stesso, una profonda spinta a creare; a creare più bellezza e più benessere nel mondo.
L'uomo ha bisogno di un corpo migliore, più sano. E l'uomo ha bisogno di maggior consapevolezza, di un essere più cosciente. Cosi come ha bisogno di ogni sorta di comfort e di lusso, quanti l'esistenza è pronta a fornirgli.
L'esistenza è pronta a darti il paradiso qui e ora, ma tu continui a rimandarla... esso arriva sempre dopo la morte!

Entrare nell'essere

Nello Sri Lanka, un grande mistico stava morendo... era venerato da migliaia di devoti. Essi si riunirono intorno a lui... il mistico apri gli occhi: mancava poco e sarebbe scomparso per sempre... tutti erano ansiosi di sentire le sue ultime parole. Il vecchio disse: ''Per tutta la vita vi ho insegnato la beatitudine, l'estasi, la meditazione. Ora sto per passare sull'altra sponda, tra breve non potrò più aiutarvi. Voi mi avete sempre ascoltato, ma non avete mai messo in pratica ciò che vi dicevo. Avete sempre rimandato... ora non c'è più tempo, me ne sto andando. Qualcuno di vuoi è pronto a venire con me?''
Scese un silenzio di tomba. La gente si guardò, pensando che forse il vicino, discepolo da quarant'anni, era pronto... ma anche lui si guardava intorno... nessuno si alzò. Un solo uomo, dal fondo, alzò la mano, e il mistico pensò che c'era almeno una persona abbastanza coraggiosa...
Ma l'uomo disse: ''Vorrei spiegarti perché non mi alzo, e perchè ho solo alzato la mano. Voglio solo sapere 'come' raggiungere l'altra sponda; oggi, ovviamente, non sono pronto. Non ho ancora completato molte cose: ho ospiti a casa, mio figlio si sta sposando, non è giornata... ma tu hai detto che non potrai più tornare indietro. Io, un giorno, in futuro, certamente verrò e ci rivedremo... dovresti soltanto spiegarci, per l'ultima volta (certo, ce lo hai ripetuto per tutta la vita) ripetici ancora una volta come fare a raggiungere l'altra sponda... ma ti prego di tener presente che, ora come ora, non sono pronto a seguirti. Voglio solo rinfrescarmi la memoria, cosi quando verrà il momento giusto...''
Quel 'momento giusto' non arriva mai. Non è solo quel pover'uomo a trovarsi in questa condizione, milioni di persone, quasi tutti gli esseri umani, sono nella stessa situazione. Aspettano tutti il momento giusto, la giusta congiunzione celeste... e consultano l'astrologo, si fanno leggere la mano... si interrogano in mille e un modo su ciò che accaderà domani. Il domani non accade mai, non è mai accaduto: è solo una stupida strategia per rinviare. E' sempre e soltanto l'oggi ad accadere.

VIVERE QUI ED ORA

Una vera educazione insegnerà alla gente a vivere qui e ora, a creare un paradiso su questa terra, a non aspettare che arrivi la morte, e con la morte, la fine della propria miseria. Fai in modo che la morte ti trovi danzante, gioioso, in amore. E' una strana esperienza: se un uomo riesce a vivere come se fosse già in paradiso, la morte non potrà sottrargli nulla! Io vi insegno che questo è il paradiso, non esiste alcun paradiso da nessun'altra parte, e non è necessaria alcuna preparazione per essere felici. Non occorre una disciplina per essere in amore: occorre solo un pò di attenzione, si deve solo essere un pò svegli, un pò più comprensivi.

Corpo e anima

Rispetta il tuo corpo nello stesso modo in cui rispetti la tua anima. Il tuo corpo è altrettanto sacro. Nell'esistenza tutto è sacro, perché ogni cosa pulsa e vibra con il battito del divino.
A ogni istante stai fluendo da un livello di consapevolezza all'altro. Il corpo può essere profondamente addormentato, ma è, al tempo stesso, cosciente. E lo sai: se dormi profondamente, e un moscerino inizia a disturbarti, resti addormentato, ma la tua mano scaccia il moscerino. Il corpo ha una propria consapevolezza.

La capacità di meraviglia

Gli scienziati affermano che il corpo possiede milioni di cellule viventi, e che ognuna ha una propria vita. Ma tu hai perso ogni capacità di meraviglia, altrimenti rimarresti stupido di fronte al tuo stesso corpo, a come riesce a trasformare il pane in sangue! Noi non siamo ancora riusciti a creare una fabbrica capace di farlo. Non solo, esso è capace di separare gli elementi necessari da quelli inutili, di espellere questi ultimi e, poi, di suddividere gli altri in base alle diverse funzioni dell'organismo e alle loro necessità.
Il corpo continua ad alimentare diverse aree, diverse parti dell'organismo, in base ai singoli fabbisogni. Tu mangi lo stesso cibo, non importa quali siano le tue necessità specifiche; quello stesso cibo permette di sostenere le ossa, il sangue, la pelle, gli occhi, il cervello, e il corpo sa perfettamente cosa sia necessario e dove sia necessario. Il sangue continua a circolare e a rifornire le singole parti delle sostanze di cui hanno bisogno.

Le priorità del corpo

Non solo, il corpo conosce anche le priorità da rispettare. Per primo viene il cervello; ecco perché, se l'ossigeno non è sufficiente, per primo verrà rifornito il cervello. Le altre parti possono aspettare, ma le cellule del cervello non sono altrettanto resistenti: se non ricevono ossigeno per sei minuti, muoiono, e una volta morte, non possono essere rigenerate. Questo essere continuamente all'erta sulle diverse funzioni, è un lavoro di incredibile intelligenza... quando ti ferisci, il corpo arresta alcune funzioni: diventa prioritario guarire quella ferita. Immediatamente, i globuli bianchi accorrono per ricoprire la ferita, in modo tale che non rimanga aperta. Solo allora, all'interno, il sottile e invisibile lavoro del corpo riprende.

La saggezza del corpo

La scienza medica sa che non siamo ancora altrettanto saggi quanto il corpo. I medici più famosi hanno ammesso che noi non possiamo curare il corpo: si cura da solo, noi lo possiamo solo aiutare. Al massimo, le nostre medicine possono fornire un aiuto, ma la vera cura viene dal corpo stesso. Ed è una meraviglia come questo accada: è un lavoro incredibilmente sofisticato!
Un amico scienziato che lavora sulle funzioni del corpo umano mi ha detto che, se volessimo riprodurre tutte quelle funzioni, avremmo bisogno di un laboratorio che si estende per almeno due chilometri quadrati, e di macchine e di computer... e, anche in quel caso, non potremmo essere certi di riuscire.
Eppure, le vostre religioni lo hanno condannato, e vi hanno detto che prendersi cura del proprio corpo è irreligioso!
Come prima cosa, dentro di te, unisciti al tuo corpo, e poi unisciti all'intera esistenza. E il giorno in cui il battito del tuo cuore sarà sincronizzato con l'universo e con il suo pulsare, avrai scoperto la religione, non prima!

Fonti: Libro ''Dalla medicazione alla meditazione'' - capitolo: ''Mente, corpo e salute'' di Osho Rajneesh

Imparare ad amarci per come siamo
Prova ad essere te stesso
Amarti non è un lusso
L'intelligenza costruttiva
Impara dai tuoi errori
Ascolta il tuo cuore
Approffita della tua solitudine   

Nessun commento:

Posta un commento