lunedì 17 marzo 2014

Come farsi amare! - esprimersi efficacemente

Imparare ad amarci per come siamo
Prova ad essere te stesso
Amarti non è un lusso




Non si tratta di parlare come dei pappagalli, o di copiare i trucchi degli altri, ma di sfruttare appieno la vostra capacità di esprimervi, di comprendere e di capire. Solo in questo modo sarete in grado di stabilire una comunicazione davvero efficace e costruttiva con gli altri.

Comunicare bene non significa utilizzare sofisticate tecniche di persuasione, ma cercare di conoscere l'interlocutore e pronunciare un messaggio adatto a lui. Se volete rendere attiva la vostra comunicazione, fate in modo che non sia troppo studiata e artificiosa, ma diretta e naturale. Deve, in pratica, assecondare il vostro stile di vita, il vostro modo di esprimervi, le vostre caratteristiche e virtù. Se siete dolci, basterà la tenerezza per convincere. Se invece avete una natura aggressiva, dovete trarre profitto dalla vostra determinazione... Tutto fuorché esprimervi come la persona che affettivamente non siete.

Sono tre i linguaggi

Secondo Lair Ribeiro, esperto di comunicazione (e postulatore della programmazione neurolinguistica o PNL), ci sono tre tipi di individui: quelli che tendono a comunicare con l' ''antena'' della vista (esempio, lo studente che quando ascolta qualcosa in classe, pensa ''Mi pare di vederla''), con l'orecchio e con i movimenti del corpo.
Se preferite ''vedere'', per capire, appartenete al primo gruppo, quello dei visionari.
Se registrate maggiori informazioni che vi vengono dall'udito, farete parte del secondo secondo gruppo, quello degli auditori, E se sono i gesti e il movimento a comandare le vostre parole, potete considerarvi nel terzo gruppo, quello dei cinestetici.
Quando si tratta di imparare i metodi e le abilità di comunicazione, importante è rispettare la natura di ciascuno.


Prlare per parlare. Meglio di no

Se osservate una qualsiasi riunione di persone, noterete che si tende a parlare per non stare zitti. Il silenzio, quando di è in compagnia, mette tensione, preoccupa. Si pensa poi che un buon comunicatore non sia mai privo di parole. Quindi si cerca di evitare i silenzi, di riempirenogni pausa con un incessante bla-bla-bla.
Le conseguenze? Aumento di un fastidioso ''rumore'' che nasconde e confonde quello che realmente si ha da dire.
Spiega ancora lo studioso Lair Ribeiro: ''le conversazioni non reali, non generano azione. Quando si perde tempo in chiacchere vuote, si va fuori gioco e non si impara niente''. Anche se può sembrare il contrario, parlare per parlare è un'abitudine che alimenta i circoli viziosi del pensiero, crea confusione e distanza.
E' meglio essere sempre diretti, chiari, sinceri. Altrimenti si dà vita a una sorta di paura del silenzio.
Una cosa è stare zitti non sapendo cosa dire e avendo paura di parlare, un'altra è rimanere in un silenzio volontario, fertile e terapeutico. Senza pausa di silenzio spesso non c'è un'attenta comunicazione.

Che cosa ostacola un discorso

Immaginate che la parola sia una freccia rivolta verso un bersaglio. Quanto più si ricarica con espressioni e frasi, più si corre il rischio di deviarne il percorso. Siete stati educati a difendervi, a resistere. Per proteggervi, vi aggrappate a ciò che è stato detto o sentito dire, ai ''filtri'' del pensiero: ''Ho sempre pensato che...''  ''E' una questione di principio se...''
Eventuali altre abitudini da bandire?
Domande senza alcun interesse reale, frasi condizionati, tra passato e futuro, sono dei fotogrammi dove spesso il pensiero tesse le sue inside. Disattivando l'immediatezza della percezione, la luce dell'intuizione, la parola diventa pesante, morta. Lo stesso vale se si finge di ascoltare un interlocutore pensando a cosa dire quando lui finirà di parlare.

Come definire le parole

La parola è  uno strumento importantissimo a vostra disposizione. Grazie alla parola date forma ai vostri pensieri, ai vostri progetti, alle vostre credenze. Con essa imparate a nominare le cose che avete attorno e le fate vostre.
La parola non solo vi tocca emotivamente, ma arriva al vostro fisico. Un esempio, pare che un minuto di pensiero negativo lasci il sistema immunitario indifeso per circa sei ore.

Siete molto più di quello che dicono

Pensate al potere di certe parole che avete pronunciato quando eravate piccoli. Vi avranno accusati di essere degli ''ribelli'', dei ''maschiacci'', perché si aspettavanno da voi un diverso comportamento. Vi avranno fatto intendere che non saresti stati accettati da nessuno se continuavate su quella strada.. Vi ricordate la pioggia di parole amorevoli e premurose o, al contrario, le frasi di delusione, insoddisfazione, per sanare una situazione? Allo stesso modo, come un seme contiene la potenzialità di diffondere una foresta, una parola ha il potenziale di mettere radici nella vostra mente e generare spontaneamente forme di pensiero simili. Nel corso del tempo, la vostra vita rifletterà il tipo di semi che si saranno radicati nella parte più nascosta del vostro inconscio.

Scegliete con cura le parole

Una volta che sarete consapevoli del potere delle parole, sarà facile per voi scegliere con più attenzione, parlare con onestà e dire solo ciò che conta. Le parole non sono solo suoni o simboli scritti. Sono una forza, costituiscono il potere di esprimere e comunicare, di socializzare, di pensare e di creare gli eventi della vostra vita.
Ogni cultura ha i suoi modi di dire, proverbi ed espressioni che i giovani imparano e poi ripetono con noncuranza. E' importante chiedersi se si vuole continuare a ripensare e a ripetere i messaggi inculcati.

Le espressioni autodistruttive confondono

Le parole di disprezzo verso voi stessi generano emozioni negative e malsane come ansia, senso di colpa, vergogna e depressione, facendovi reagire in modo disfattista. Vi sentite a quel punto infelici e incapaci di raggiungere certi obiettivi.
Esempio: volete affrontare un esame in modo perfetto ma avvertite di essere bollati come degli sciocchi? Risultato: vi sentirete ansiosi e la prova difficilmente andrà bene.




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