mercoledì 11 dicembre 2013

I disturbi dell'io

I disturbi dell'io nascono da uno squilibrio dell'autostima e sono divisi in quattro categorie: ''l'io narcisista'', ''l'io paranoico'', ''l'io autolesionista'' e ''l'io antisociale''. Ma, conoscendone le cause, possiamo correggere questi errori.

1 - L'IO NARCISISTA

Il termine narcisismo deriva dal mito classico di Narciso, un giovane che, contemplando la propria immagine riflessa nell'acqua di una sorgente, si innamorò di se stesso.
L'autostima è indispensabile come l'aria che respiriamo, ma dobbiamo darle il giusto peso. Per essere apprezzati dagli altri, è necessario piacersi ma, il narcisista, ha modificato la propria visione della realtà, La sua concezione di se' è cosi sopravvalutata che non è in grado di interessarsi a qualcosa che non sia se stesso.
Il narcisismo nasconde una bassa autostima
Secondo gli psicologi, sotto la maschera del narcisismo in realtà si nasconde un soggetto con un'autostima molto bassa, che dà poco valore alla sua persona ed è emotivamente immaturo.
Poiche' non riesce ad accettare questi sentimenti, li nasconde e li compensa creando un io grandioso e superiore. Avendo un ego cosi falso, deve dimostrare continuamente la sua superiorità cercando l'approvazione e gli elogi degli altri, perche' questo è l'unico modo che ha per ottenere le conferme di cui ha bisogno. Nemmeno lui crede in questa grandezza che trasmette agli altri.
Tuttavia, quando riceve delle critiche, esse distruggono questa sua fragile costruzione. Quindi reagisce con tanta rabbia, perche' vede messo in discusione il suo valore personale. Vorrà distruggere la causa di un tale affronto, di una tale umiliazione, dimostrando cosi che non è vero ciò che è stato detto e recuperando cosi la propria autostima.


Caratteristiche del narcisista
Se c'è un fattore che caratterizza il narcisista è la sua incapacità di riconoscere quello che è. In più, ha una serie di caratteristiche che lo distinguono da una persona semplicemente vanitosa:
- E' egocentrico
- E' egoista per natura
- Manca di empatia
- E' incline ad attività che hanno come scopo un riconoscimento in società
- Non conosce ne' modestia ne' vergogna
- Vive lontano dalla realtà
- Giustifica i suoi fallimenti incolpando gli altri
- Si circonda solo di persone che lo elogiano
- Intrattiene diversi tipi di relazioni.

Si può superare il narcisismo?
Secondo gli esperti è difficile cambiare questo tipo di personalità, poiche' il narcisista generalmente non ha la consapevolezza del proprio comportamento. Tuttavia, le persone che hanno influenza su di lui, o le circostanze avverse della vita, possono farlo scendere dal suo piedistallo. Per questo motivo se ti ritrovi nella categoria dei narcisisti, i comportamenti che dovresti avere per cambiare sono:
1. Riconoscere il tuo narcisismo
2. Ridurre le tue aspettative
3. Giungere a un compromesso con gli altri
4. Praticare una costruttiva autocritica
5. Sviluppare una tua identità, qualunque sia l'opinione degli altri

Attenzione ai narcisisti!
I narcisisti parlano solo di se stessi e dei loro successi. Purtroppo, la maggior parte di loro non è consapevole del proprio narcisismo. Il problema è che il loro atteggiamento consuma e danneggia la salute di coloro che li circondano, finendo addirittura col distruggere la loro autostima. Conviene scovarli e fermarli appena possibile.
Nel lavoro 
Il loro egoismo li trasforma in una fonte di problemi in campo lavorativo, soprattutto per coloro che li circondano. Non esitano a passare al di sopra di chiunque, anche se per farlo hanno bisogno di mentire e di dare la colpa agli altri, giustificando i propri fallimenti. Non è che non hanno scrupoli, è che non se li sono mai nemmeno posti.
In famiglia
Il rapporto con un figlio narcisista può diventare frustrante: i genitori si sentono poco ricambiati. Il narcisista si aspetta favori senza offrire nulla in cambio. Se anche uno dei genitori è narcisista, il rapporto con il bambino sarà molto conflittuale, perche' si prenderà di trasformarlo in un riflesso di se'.
Nella coppia
I suoi rapporti interpersonali tendono ad essere insoddisfacenti, perche' sono carichi di irrealtà. I narcisisti sono alla ricerca di ammirazione e amore, ma sono disposti solo a ricevere e non a dare. Sono incapaci di aprirsi totalmente.
Nell'amicizia
Il narcisista riesce a ignorare perfettamente i propri simili che non risultano di suo interesse. Quando è il suo modo di scegliere i propri amici?: in base alla loro utilità. E' in continua ricerca delle lusinghe altrui e predilige relazioni basate sulla disuguaglianza.

2 - L'IO PARANOICO

Un sospettoso che non si fida della sua ombra e vede sempre cattive intenzioni o congiure. Soffre di un disturbo di personalità paranoica. E' estremamente sospettoso e diffidente, senza però arrivare alla malattia mentale. L'insidia è che questa paranoia nasce e si sviluppa lentamente e silenziosamente in individui predisposti. I deliri di ingiustizia, di persecuzione, di grandezza o di gelosia diventano cronici e sistematici. Pare tutto vero, ma è solo fantasia.

Malattia o disturbo?
Diagnosticare se il diffidente soffre di una grave malattia mentale, come la schizofrenia paranoica, o se è semplicemente un disturbo paranoico della personalità è, secondo gli esperti, solo una questione di valutazione. Nel primo caso, il problema sarebbe grave. La schizofrenia paranoica è una psicosi, ciò significa una perdita di connessione con la realtà, deliri e allucinazioni. Nel secondo caso, si tratta di una persona cosi diffidente e sospettosa che, al minimo cambiamento, si pone sulla difensiva e passa all'attacco perche' ha il timore di subire dei danni. C'è solo una differenza di valore tra l'uno e l'altro caso.

Caratteristiche del paranoico diffidente
Massima sfiducia è la parola chiave per definire questo tipo di personalità, inoltre, una persona paranoica diffidente, tende ad avere le seguenti caratteristiche:
- Sospetta che qualcuno approfitti di lui
- Il meglio che si aspetta dagli altri è un tradimento
- Non si confida mai
- Non si fida di un sorriso o un occhiolino
- Non dimentica mai, nemmeno la più piccola disapprovazione
- Si offende se viene osservato
- E' geloso persino dell'aria che si respira la persona ''amata''.

La soluzione è la fiducia
A livelli non molto gravi, la paranoia può essere reversibile. La difficoltà è che questo disturbo non è generalmente compatibile con la terapia di gruppo perche' il paranoico vede nemici da tutte le parti. Inoltre, affronta male l'intervento dello psicoterapeuta di coppia o di famiglia, perche' crede che lo specialista prenda le difese dell'altra persona.
E' tuttavia abbastanza utile la terapia cognitiva individuale per curare i sintomi. Il terapeuta dovrà lavorare molto per guadagnare la sua piena fiducia. Impresa per niente facile.

Le caratteristiche della persona paranoica
Pessimisti patologici, sospettosi di ogni cosa, eremiti solari, senza senso dell'umorismo e rancorosi. Queste sono solo alcune delle caratteristiche che definiscono la personalità paranoica, che si potrebbe riassumere in quattro sezioni:
1- L'ostinato
Ombroso, manca di senso dell'umorismo, è teso, folle, inflessibile e controllato. Tuttavia, trascorre lunghi periodi in cui può essere considerato normale. Le sue idee deliranti sono come incapsulate e affiorano solo quando scoppia una scintilla che fa scattare le sue paure. Non tollera l'incertezza. Per questo motivo, pianifica dettagliatamente il proprio modo di vivere. Con quale obiettivo? La perfezione. Il problema si pone quando non può controllare gli altri: da qui la sua ostilità.
2- Il risentito
Pessimista, instabile, distruttivo e irascibile. Si sente continuamente ingannato e trattato ingiustamente. Ha rinunciato completamente alla speranza di ricevere affetto. Non dimentica il suo risentimento per i maltrattamenti che ha ricevuto in passato e, invece di gioire dei risultati degli altri, prova invidia e li ritiene ingiusti.
Questa può essere l'origine della sua enorme ostilità e dei suoi deliri di gelosia esagerati che lo pervadono.
3- Il solitario
Nelle prime fasi del suo disturbo, è spesso elusivo. Trova rifugio nell'alcool o nelle droghe, cerca rapporti sessuali con persone sconosciute per confessare loro le sue paure. Di tutte le personalità paranoiche , è colui che tenta di più di proteggersi da un mondo pieno di minacce. Si isola perche' niente e nessuno possa influenzarlo e ha una paura irrazionale di essere controllato, il che gli fa perdere il contatto con la realtà. I suoi pensieri sono spesso cosi terrificanti che finiscono per distruggerlo.
4- Il malevole
Per il paranoico malevole, tutti quelli che lo circondano vogliono tradirlo. Il veleno che ha dentro di se' lo attribuisce agli altri, e addossa a loro le sue peggiori intenzioni. In questo modo, il sospetto si trasforma in delirio. A volte le idee di persecuzione si uniscono a quelle di grandezza. Questi paranoici temono di perdere la propria indipendenza e si aggrappano alla loro autostima. I loro pensieri deliranti sono aggravati dalla paura di essere sottomessi da una presunta autorità e, soprattutto, dal diventare remissivi e facilmente malleabili.

3- L'IO AUTODISTRUTTIVO

Quando beviamo troppo, mettiamo a rischio la nostra salute, respingiamo qualsiasi relazione stabile e tendiamo ad essere infelici, la nostra mente è invasa da una distruttività che dirotta la nostra condotta e ci fa agire contro noi stessi. L'infanzia influisce enormemente sulla configurazione dei circuiti neuronali e, quindi, sulla salute emotiva ed emozionale. Le nostre prime esperienze rimangono marchiate a fuoco nell'inconscio, siano esse piacevoli, tristi o violente. Naturalmente, sono quelle violente che danno un maggior impatto emotivo.

Ritorno al passato
Cosa succede ai messaggi appresi durante l'infanzia? I messaggi che sono stati registrati nel nostro inconscio durante l'infanzia, quando cerchiamo di proteggerci dal male o di evitare un dolore o una sofferenza, sono soliti ripresentarsi irrimediabilmente in età adulta: in alcuni casi per imitazione e in altri per omissione. Cosi, ad esempio, il figlio di un alcolizzato, per imitazione, tenderà a bere. Oppure, per omissione, una figlia che ha avuto un padre molto aggressivo e violento, avrà timore ad alzare la voce quando si arrabbia e non riuscirà mai a vedere scene di violenza.

Caratteristiche della persona autodistruttiva
La persona autodistruttiva manifesta inconsciamente il proprio problema attraverso una serie di pensieri e atteggiamenti negativi.

I pensieri autodistruttivi più frequenti sono:
- ''Dipendo dagli altri, ho sempre bisogno di qualcuno più forte di me''
- ''Le cose non vanno come vorrei''
- ''Devo essere molto bravo e capace, se voglio essere utile e necessario''
- ''Ci sono persone cattive che devono essere severamente punite''
- ''E' più facile evitare, che affrontare le difficoltà''

Gli atteggiamenti autodistruttivi più comuni sono:
- Mangiare o bere in eccesso
- Incolpare gli altri per i nostri problemi
- Arrabbiarsi spesso
- Manipolare le persone vicine
- Non parlare mai di se stessi
- Essere sempre preoccupati
- Chiedere sempre consiglio agli altri per qualsiasi cosa
- Sentirsi colpevoli di tutto ciò che accade
- Avere attacchi di rabbia.

Far luce sulle emozioni per guarirle
Se abbiamo una personalità autodistruttiva, la prima cosa che dobbiamo fare è osservare le nostre sensazioni ed emozioni per conoscerci meglio ed essere in grado di guarire. Sebbene non vi siano specifiche linee guida, possiamo provare a:

1. Inquadrare la scena peggiore della nostra infanzia e analizzarla con freddezza, cosi da renderci conto di quali conseguenze abbiamo avuto sulla nostra vita quotidiana.
2. Ricordare il momento più umiliante della nostra vita, quello in cui le nostre parole, le nostre azioni o il nostro parere non sono stati rispettati, e valutare come questi avvenimenti si riflettano ora su di noi.
3. Scrivere un elenco delle nostre paure, cosa tendiamo a soffocare ma che non riusciamo a evitare di sentire, senza censure ne' giudizi sul valore della nostra persona.
4. Scrivere il nome delle persone con le quali non ci troviamo bene e guardare loro con onestà, senza nascondere le nostre vere emozioni.
5. Riflettere sulle circostanze che ci fanno perdere le staffe, cercando di capire quando e perche' ciò accade.

4 - L'IO ANTISOCIALE

A volte, siamo stanchi del trambusto, delle persone e ci rifugiamo nella solitudine. Una persona antisociale sente il desiderio di vivere lontana dalla società, ritiene di non aver bisogno di nessuno e si comporta in modo scorbutico. Tutti noi possiamo sembrare ostili in alcuni momenti, o avere atteggiamenti antisociali senza però soffrire di un disturbo di personalità. Ma se tale comportamento diventa un modello di comportamento e di pensiero, diventa una patologia.

Le origini dello sradicamento
Già dell'infanzia assumiamo determinati atteggiamenti e modi di pensare e di agire: quando cresciamo, osserviamo, imitiamo o evitiamo i modelli di comportamento che abbiamo vicino e le esperienze che abbiamo vissuto, mescolandoli con la nostra personalità. Cosi, se in una famiglia regnano il cattivo umore e le discussioni, non vengono rispettate le opinioni degli altri e giudica il prossimo con sfiducia, i figli (i futuri adulti) vedranno il mondo come una minaccia dalla quale bisogna continuamente difendersi. Al contrario, in un nucleo familiare in cui si ascoltano gli altri, si marcano i limiti, vengono accettate e formulate critiche obbiettive, si richiede di cambiare taluni comportamenti e si distingue il bene dal male, cresceranno bambini con le risorse adatte per raggiungere i loro obiettivi, nel rispetto dei diritti degli altri, senza dimenticare i propri.

Caratteristiche della persona antisociale
Le persone antisociali presentano tratti molto caratteristici:
- Indifferenza: sembrano essere immuni alle opinioni altrui, non reagiscono a una provocazione diretta, il che li rende apparentemente insensibili. Non interagiscono con le persone in modo normale (hanno poche espressioni facciali e gesti di simpatia e di reciprocità).
- Inespressività e aggressività: sono solite mascherare i loro sentimenti e non esprimerli mai. Quando si trovano nella condizione per cui sono obbligate a intrattenere delle relazioni interpersonali, il loro comportamento è apertamente ostile.
- Asprezza intermittente: non sempre agiscono in forma antisociale, in questo modo ottengono che gli altri accettino o consentano il loro comportamento.
- Non è successo niente! Dopo un litigio non chiedono mai scusa.
- Muri di confine: le persone antisociali creano un proprio ambiente, che rende loro inaccessibili, e si circondano di lavori e attività che permettono loro di passare inosservati.

Socializzare è possibile, anche se difficile
E' molto difficile uscire dall'isolamento sociale volontario senza un aiuto psicologico e, anche con questo, è molto complicato, perche' la persona antisociale deve capire che il suo comportamento è dannoso per se stessa e per le persone che la circondano. Ma con l'aiuto di uno psicoterapeuta, potrà imparare a interagire socialmente e senza percepire tutto come una minaccia.


 Per poter migliorare dobbiamo accettare la sfida del cambiamento.

Guarda qui come:




[ Fonte: ''Guide di psicologia'', Psicologia donna, Sprea editori Internazional]

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