A tutti noi piace sentirci amati, nominati, essere riempiti di attenzioni e tenuti in considerazione. Il problema sorge quando questo desiderio diventa una necessità, quasi una malattia. In altre parole, quando, per la maggior parte delle nostre azioni, cerchiamo l'approvazione degli altri. Siamo diventati quasi schiavi dei desideri degli altri.
E' come se stessimo camminando su una sottile lastra di ghiaccio: siamo a rischio costante, perche' qualsiasi disapprovazione ci può far perdere l'equilibrio, rompere il ghiaccio e cadere in acqua.
Dipendenti dall'approvazione degli altri
Diamo più importanza alle opinioni degli altri che alla nostra. Il grande problema di coloro che sono alla ricerca dell'approvazione degli altri è che, come i tossicodipendenti, devono costantemente alimentare le loro abitudini per non soffrire. Hanno bisogno di essere accettati e, se qualcuno esprime loro il proprio disaccordo, soffrono come un tossicodipendente che non ha accesso alla sua droga.
Quindi, se ci troviamo in questa situazione, per risolverla è necessario ammorbidire il nostro bisogno di approvazione. A tal fine, il primo passo sarà quello di individuare se soffriamo o meno di questo problema, cosa non facile, dal momento che nella maggior parte dei casi è spesso accompagnata da una forte negazione e una scarsa autostima.
La società ci spinge verso la sfiducia in noi stessi
Crescere in un mondo competitivo, esigente e dove le critiche sono all'ordine del giorno, ci rende vittime di questa necessità malata di piacere a tutti. La società ci insegna a voler essere più grandi degli altri, ci obbliga a migliorare noi stessi e ci mette sotto la lente di ingrandimento dei colleghi di lavoro, amici parenti e vicini. E ci insegna una frase molto pericolosa: '' Non aver fiducia in te stesso, cercare prima le tue conferme in alte persone''.
Le donne sono più insicure
L'insicurezza colpisce più le donne che gli uomini a causa del tipo di insegnamento ricevuto fino a pochi anni fa. Una donna ''come Dio comanda'' deve piacere: al marito, alla famiglia, ai figli ecc. e, anche se le cose stanno lentamente cambiando, questo dettame ancora persiste.
Agli uomini, d'altro canto, viene insegnato che devono competere, combattere e vincere e non sembrare gradevoli e gentili.
Impariamo a obbedire fin da bambini
Quando siamo piccoli stabiliamo un rapporto con i nostri genitori basato sull'approvazione. Abbiamo bisogno della loro approvazione per tutto: con chi possiamo giocare, dove possiamo andare, se possiamo indossare gli abiti che più ci piacciono ecc. E accettiamo anche che ci dicano ciò che a loro piace o meno. Tra tutte le attività che svolgiamo (gioco, pasto, sonno) sono pochi i messaggi di fiducia in se stesso che il bambino apprende da sé (è più facile obbedire che pensare).
Le cose sono buone o cattive a seconda di ciò che pensano mamma e papà, non secondo ciò che si impara a capire autonomamente.
A scuola ci insegnano a imitare
A scuola prosegue il modello di educazione ricevuto dalla famiglia. Il bambino fa le cose nel modo che piace alla sua maestra, per poter ottenere una ricompensa.E' abituato a chiedere su quale argomento deve scrivere il tema. quando deve consegnare i compiti, entro quali margini scrivere nel foglio ecc. Chiederà l'autorizzazione per tutto e imparerà a non dubitare di tutto ciò che le viene insegnato. Il premio: voti alti, l'approvazione del professore e quella dei genitori.
In sintesi, il bambino impara a fare quello che gli altri si aspettano da lui, cosa molto più facile e sicura che decidere per se stesso.
La società ci premia o ci castiga
Durante la nostra vita, cerchiamo l'approvazione anche da altre fonti. Le religioni e lo stato ci guidano e ci insegnano cosa è bene e cosa non lo è. Può darsi che la nostra condotta che abbiamo liberamente scelto sarebbe stata la stessa, ma comunque ci viene imposta.
Anche le istituzioni ricorrono alla punizione per i comportamenti scorretti e alla ricompensa per quelli buoni. Inoltre, ci giungono messaggi pubblicitari che ci incitano a dare più valore all'opinione generale che alla propria: acquistiamo alcune marche piuttosto che altre per essere rispettati e accettati dal gruppo.
Ci sarà sempre qualcuno che ci rifiuterà
Se abbiamo un'alta autostima, quando riceviamo la disapprovazione o il rifiuto da parte di qualcuno, non ci deprimiamo e lo accettiamo come parte della vita, fatta di milioni di esseri umani, con diversi punti di vista.
Per questo motivo, siccome non si piò accontentare tutti, facciamolo almeno con noi stessi, rimanendo fedeli a ciò che pensiamo.
Dobbiamo tenere a mente che solo ciò che siamo noi a creare ci può fare del male o meno, a prescindere da ciò che tutti credono, desiderano o pensano di noi, nel bene o nel male.
Stare bene o male dipende solo da noi
Solo la nostra convinzione ci fa sentire bene o male. L'approvazione di una persona non deve influenzare il nostro umore, a meno che non crediamo che ciò che lei dice sia giusto. Se la nostra autostima non è in buone condizioni e qualcuno ci mostra la sua disapprovazione, ci sentiremo arrabbiati o tristi, ma presto passerà. Se la disapprovazione arriva perché abbiamo commesso un errore, dobbiamo ricordare che questo non ha nulla a che fare con il valore della nostra persona, ma è solo una reazione negativa contro qualcosa di concreto. Tutti noi abbiamo il diritto di sbagliare ed essere imperfetti. E gli altri hanno il diritto di dircelo ogni tanto.
Saper decidere autonomamentePrima di prendere una decisione, dobbiamo capire se stiamo agendo per compiacere gli altri, o per nostra volontà.
C'è un modo semplice: prendere carta e penna e scrivere ogni giorno le situazioni fastidiose (come, per esempio, andare a mangiare a casa dei suoceri ogni domenica; andare sempre al cinema, quando ci piacerebbe andare a teatro ecc.), e metterle in ordine secondo il malessere che ci provoca accettarle.
Ora, possiamo pensare a come rendere meno pesanti queste cose, e provare a realizzare ciò che noi desideriamo.
Per esempio, se nella lista che abbiamo scritto il problema più grande per noi è dire ai nostri suoceri che non vogliamo andare tutti i fine settimana a casa loro, lo collochiamo al primo posto. Se decidiamo per esempio di andarci ogni 15 giorni, diciamolo a nostro marito e ai nostri suoceri e iniziamo a sopportare alcune loro piccole disapprovazioni.
Col passare del tempo, la paura scompare, e noi abbiamo raggiunto lo scopo di far valere i nostri desideri e di aver avuto più rispetto per noi stessi. Quindi faremo la stessa cosa con il resto della nostra lista e valuteremo come, a poco a poco, riusciremo a far rispettare i nostri desideri.
Migliorare la nostra comunicazione
Imparare l'arte della comunicazione è essenziale per migliorare il nostro rapporto con gli altri e, soprattutto, per rafforzare la nostra autostima. Molte volte, il nostro desiderio di piacere è cosi grande che dimentichiamo il fatto che il nostro partner si aspetta da noi qualcosa di più che normali apprezzamenti.
Il risultato è che la conversazione diventa noiosa e si desidera chiuderla in fretta.
Secondo gli esperti, quando comunichiamo il nostro parere, manifestiamo il rispetto che abbiamo per noi stressi, il che favorisce anche il rispetto da parte degli altri. Questo duplice riconoscimento ci fa ottenere più fiducia in noi stessi.
E' però probabile che abbiamo dimenticato come si tiene una conversazione equilibrata per entrambi i partner. Come possiamo ovviare a questo problema? In primo luogo dobbiamo cominciare a credere in noi stessi e in ciò che stiamo dicendo. Dopo di che, si può richiamare l'attenzione del partner, ma in modo dolce e, naturalmente, chiedergli le risposte di cui abbiamo bisogno, senza però aspettarci la sua approvazione.
Troncare con le ''false'' esigenze
Una persona insicura chiede troppo a se stessa e ha paura di agire: vuole che nessuno la rifiuti e assume atteggiamenti sbagliati. Non è in grado di vedere che l'unico rifiuto è quello che ha lei verso di sé. Se fosse meno critica con se stessa, potrebbe vedere che nessuno esige cosi tanto da lei e che si possono commettere errori senza che caschi il mondo.
Prendere le redini della nostra vita
Se, per il timore del rifiuto degli altri, perdiamo la nostra libertà di scelta e viviamo semplicemente come vogliono gli altri, entriamo in un circolo di disperazione e frustrazione. Tuttavia, se superiamo la nostra indecisione, iniziamo a mostrarci senza paura per come siamo e infine, prendiamo in mano le redini della nostra vita, del nostro presente e del nostro futuro, iniziando a vedere tutto con colori migliori. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo iniziare dalle piccole scelte, affidandoci pienamente alla nostra intuizione, elaborando un piano dettagliato che tenga conto delle nostre esigenze, dimenticando per sempre il catastrofismo, imparando a correggerci e, naturalmente, a sfruttare a pieno ogni nostra decisione.
POSSIAMO CAMBIARE!
Anche se ci sembra impossibile, possiamo cambiare. Abbiamo solo bisogno di essere convinti ed evitare tre errori molto comuni:
1 - Pensare di non essere molto importanti
Può essere che in un certo momento veniamo assaliti dai dubbi e pensiamo che troncare con certe dipendenze sia meno importante di come ci sembrava e, di conseguenza, continuiamo a vivere come abbiamo fatto fino a ora.
2 - Farsi fermare dalla pigrizia
Possiamo pensare che il cambiamento sia molto importante e che ne valga la pena, ma possiamo anche essere trattenute dalla pigrizia e dallo scoraggiamento e non fare nulla per cambiare questa situazione.
3 - Decidere che a queste cose non c'è rimedio
A volte, può essere molto difficile cambiare il nostro modo di essere senza qualcuno che ci aiuti. Se è cosi, prima di gettare la spugna, possiamo andare da uno psicologo per farci aiutare a sbarazzarci della continua approvazione degli altri.
NON BISOGNA DIRE SEMPRE DI SI
Se fino a ora non hai mai osato, forse è giusto il momento di mettere le cose in chiaro e dire, una volta per tutte, no!
*Alla tua amica: dille di non chiamarti di notte. Sei molto stanca!
*Al tuo partner: digli che preferisci andare nel parco piuttosto che ai suoi genitori.
*Al tuo capo: digli che, in realtà, non sei d'accordo con il suo ultimo piano di marketing, perché pensi che non funzionerà.
*A tua cognato: dille di non chiamarti con quell'orribile soprannome.
*Alla tua migliore amica: dille che indossi i vestiti che ti piacciono di più, anche se sembrano quelli del corredo della nonna.
*Alla tua famiglia: di loro che tagliarti i capelli corti e praticare il judo non è roba da uomini.
*A tua suocera: dille che non vuoi andare a pranzo da lei ogni domenica.
*Alla commessa del negozio: chiedile di mostrarti tutti i modelli di scarpe ed esci senza comprare nulla. Vedrai che non succederà nulla di grave.
*Al cameriere: digli che la carne non ti piace, Questo non significa un disprezzo verso di lui.
COMPORTAMENTI CHE DENOTANO PAURA
L'insicurezza dà origine a disturbi fisici e mentali. Questi sono comportamenti caratteristici della ricerca patologica dell'approvazione:
1 - Cambiare modo di pensare perché qualcuno non è d'accordo con noi.
2 - Sentirsi depressi o arrabbiati se qualcuno è di un parere contrario.
3 - Adulare troppo il nostro interlocutore.
4 - Ammorbidire la nostra vera opinione su qualsiasi argomento per evitare un contrasto.
5 - Comprare qualcosa che non ci piace facendoci intimidire da un venditore insistente.
6 - Diffondere notizie negative, e godere dell'attenzione che riceviamo per questo motivo.
7 - Chiedere sempre scusa per ricevere un'approvazione.
8 - Chiedere il permesso di comprare qualcosa che ci piace.
[ Fonte: ''Guide di psicologia'', Psicologia donna, Sprea editori Internazional]


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