lunedì 27 gennaio 2014

Cibo e corpo

Mente, corpo e salute
Cibo ed emozioni
Puoi guarire la tua vita



Secondo le tradizioni mistiche dell'Oriente, tutto ciò che pensi di essere non è altro che cibo. Il tuo corpo è cibo, la tua mente è cibo, la tua anima è cibo. Oltre l'anima esiste certamante qualcosa che non è cibo. Quel ''qualcosa'' è conosciuto come anatta, non-sé: è puro vuoto. E' puro spazio: non può contenere altro che se stesso; è una consapevolezza libera da qualsiasi contenuto.
Se sussiste il contenuto, permane il cibo. E con 'cibo' si intende ciò che viene ingerito dall'esterno. Il corpo ha bisogno di cibo organico: senza, inizierebbe a deperire. Mangiando, sopravvive: il corpo non contiene altro che cibo organico.
La tua mente contiene ricordi, pensieri, desideri, gelosie, giochi di potere e mille altre cose. Anche tutto questo è cibo: lo è ad livello un pò più sottile. Il pensiero è cibo. Ecco perché, quando nutri i tuoi pensieri il tuo torace si espande; quando hai pensieri che ti danno energia, ti senti bene. Quando ti fa un complimento, e guarda cosa ti succede: ne sei nutrito. Qualcuno ti dice qualcosa di brutto; osserva: è come se ti venisse strappato qualcosa, ti senti più debole.

La mente: cibo sottile

La mente è cibo in forma sottile. La mente non è altro che la parte interiore del corpo; ecco perché ciò che mangi influenza la mente. Se mangi cibo non vegetariano, avrai certamente un tipo di mente ben precisa, diversa da quella che hanno quanti mangiano cibo vegetariano.
Sapevi che l'India non ha mai attaccato un altro paese, in diecimila anni? Mai, non una sola aggressione. Com'è possibile? In questo paese esiste la stessa umanità che esiste nel resto del mondo. Eppure, un tipo diverso di corpo ha prodotto una mente di tipo diverso.
Puoi osservare te stesso. Mangia qualcosa
e osserva, poi mangia qualcos'altro e osserva. Prendi appunti. e rimarrai sorpreso di scoprire che ognuna delle cose che ingerisci, non è solo fisica, possiede anche un lato psicologico: rende la tua mente vulnerabile a certe idee, a certi desideri.
Per questo, nel corso dei secoli, i mistici hanno cercato un tipo di cibo particolare, che non rafforzasse la mente, ma che, infine, aiutasse a lasciarla cadere; un cibo che, anziché rafforzare la mente, rafforzasse la meditazione (la consapevolezza), la non-mente. Ma non è possibile dare regole fisse e precise, perché ogni singola persona è diversa, e ciascuno dovrà decidere da solo.

Ciò che la mente mangia...

Osserva ciò che lasci entrare nella tua mente. La gente è completamente inconsapevole; continua a leggere di tutto, continua a guardare qualsiasi idiozia la televisione trasmetta. Ascolta in continuazione la radio, chiacchiera e, in questo modo, non fa che riversarsi vicendevolmente addosso ogni sorta di immondizia. Non hanno altro che questo: immondizia!
Evita tutte le situazioni in cui vieni inutilmente appesantito con immondizia. Ne hai già fin troppa: hai bisogno di alleggerirti. Ma tu continui ad accumularne, come se fosse qualcosa di prezioso... parla di meno, ascolta solo ciò che è essenziale, sii telegrafico nel parlare e nell'ascoltare. Se parli di meno, se ascolti di meno, pian piano vedrai che dentro di te sorgerà una sensazione di pulizia, di purezza, quasi avessi fatto un bagno.
Questo diventerà il terreno naturale su cui far nascere la meditazione (la consapevolezza)...non continuare a leggere ogni sorta di assurdità, stai attento!

Un tempo vivevo vicino a un pazzo, maniaco dei giornali; ogni giorno veniva a prendere il mio.
Una volta rimasi assente per dieci giorni. Quando tornai, passò a ritirare i giornali. ''Ma ormai sono vecchi di parecchi giorni'' esclamai sorpreso.
Mi disse: ''Cosa importa? E' la stessa immondizia! Cambia solo la data!''
Dev'essere stato un momento di lucidità nella vita di quel pazzo. Certo, ci sono momenti di follia nella vita delle persone sane, e viceversa.
Aveva detto una verità: ''Solo le stesse assurdità di sempre. Cosa vuoi che importi? Ho del tempo libero e devo trovare qualcosa da fare, devo tenermi impegnato...non importa in che modo''.
Gli chiesi cosa avesse fatto in quei dieci giorni. Mi rispose: ''Ho riletto in continuazione i giornali vecchi!''

Spazi vuoti

Lascia alcuni spazi vuoti nella tua mente, liberi da qualsiasi impegno. Quei momenti di consapevolezza libera da occupazioni, sono le prime intuizioni della meditazione, il primo penetrare del trascendente, i primi spazzi di non-mente.

Nutrimenti velenosi

A quel punto, la seconda cosa da fare è scegliere un nutrimento organico che non rafforzi la tua aggressività, la tua violenza, che non sia velenoso.
Oggi perfino gli ascienziati sono d'accordo nel dire che quando uccidi un animale, per la paura esso sprigiona ogni sorta di veleni. La morte non è una cosa facile.
Anche tu, quando hai paura, liberi nel tuo corpo dei vileni. Sono utili, ti aiutano a lottare o a scapare. Può succedere che, quando sei in collera, tu faccia cose che non avresti neppure immaginato di poter fare. Puoi spostare macigni che, di solito, non riusciresti neppure a smuovere: è presente la rabbia, e nel tuo organismo si sprigiona un veleno. Quando ha paura, la gente può correre più veloce di un corridore olimpionico. Prova a pensare di correre, inseguito da qualcuno con una spada sguainata. Ce la metterai tutta, tutto il tuo corpo darà il meglio di se stesso.

I veleni sottili nell'animale

Quando uccidi un animale in lui saranno presenti la paura, l'ansia, la rabbia. La morte gli si para davanti: tutte le ghiandole dell'animale liberanno veleni. Ecco perché ultimamente si è pensato di rendere inconsapevole la bestia, di anestetizzarla, prima di ucciderla.E' una tecnica usata nelle moderne macellerie.
Ma non è una soluzione, cambia qualcosa solo in superficie perché nessuna anestesia potrà mai arrivare a toccare l'essenza più intima dell'animale. Dovrà sempre fronteggiare la morte. Forse non è cosciente, l'animale non è consapevole di ciò che accade, sembrerà un sogno, un incubo...mangiare carne, sarà comunque e sempre ingerire cibo avvelenato.
Evita tutto ciò che è avvelenato sul piano fisico ed evita tutto ciò che è avvelenato sul piano mentale. E, sul piano mentale, le cose sono ancora più complesse: se pensi di essere un hindu, sei avvelenato. Se pensi di essere un musulmano o un cristiano o un giainista o un buddista, sei avvelenato. E sei stato avvelenato molto lentamente, cosi lentamente da aver assorbito quel veleno. Ne sei assuefatto: sei stato nutrito per gradi, fin dal primo giorno. Il veleno è scorso fino a te, dal seno di tua madre.
Tutte le forme di condizionamento sono veleni Pensare di essere un hindu, significa pensare a se stessi in quanto opposti all'umanità. Pensare di essere tedeschi, cinesi, significa pensare in termini di opposizione, in termini di inimicizia e non di amicizia!

Solo umano

Pensare a te stesso solo in quanto essere umano.
Se hai un pò di intelligenza, pensa a te stesso come un semplice essere umano.
E quando la tua intelligenza crescerà un pò di più, lascia cadere perfino l'aggettivo 'umano'.Penserai a te stesso solo in quanto 'essere'. E l'essere include ogni cosa: tutti gli alberi e tutte le montagne e i fiumi e le stelle e gli uccelli e gli animali.
Cresci, diventa immenso: perché vivere in un tunel? Perché strisciare in piccoli e tenebrosi buchi neri? Eppure tu credi di vivere all'interno di immensi sistemi ideologici. Non è cosi, in quanto non esiste nulla di simile: nessuna idea è grande a sufficienza per contenere un essere umano; l'essere dell'essere non può essere contenuta in nessun concetto. Tutti i concetti storpiano, paralizzano.
Non essere un cattolico e non essere un comunista, sii un semplice essere umano.
Il resto è veleno, pregiudizio.
Nel corso dei secoli, sei stato ipnotizzato a vivere in questi pregiudizi e ora fanno parte del tuo sangue, delle tue ossa, del tuo stesso midollo. Dovrai prestare un'attenzione imensa per liberarti da tutti i veleni che circolano nel tuo organismo.

Liberare il corpo dai veleni

E il tuo corpo non è avvelenato quanto lo è la tua mente.
Il corpo è un fenomeno elementare, può essere ripulito dacilmente. Se hai mangiato cibo non vegetariano, puoi smettere di farlo, non è un gran problema. Se smetti di mangiare carne, nel giro di tre mesi il tuo corpo sarà completamente libero da tutti i veleni creati da qualsiasi cibo non vegetariano. E' semplicissimo. La fisiologia non è nulla di complesso. Il problema nasce con la psicologia: un monaco giainista non mangia cibo avvelenato, non mangia mai nulla che non sia puramente vegetariano. Eppure, la sua mente è inquinata e avvelenata dal giainismo più di quanto non lo sia la mente di qualsiasi altra persona.
La vera libertà è libertà da qualsiasi ideologia. Non puoi vivere senza una ideologia? E' veramente necessaria un'ideologia? Perché mai è tanto necessaria, non te lo sei mai chiesto? Lo è perché ti aiuta a restare stupido, ti aiuta a rimanere slegato dalla intelligenza. E' utile perché ti fornisce risposte preconfezionate e rende inutile una tua ricerca in prima persona.
Un uomo intelligente non si aggrapperà a nessuna ideologia; a che scopo farlo? Non si porterà dietro risposte pronte: sa di essere abbastanza intelligente per confrontarsi con qualsiasi situazione, sarà in grado di rispondere volta per volta. Perché tirarsi dietro un inutile peso del passato?

Una nuova intelligenza

Se cambi i tuoi cibi avvelenati rimarrai sorpreso: in te si sprigionerà una nuova intelligenza. Ed essa ti permetterà di non rimpinzarti più con delle assurdità. Questa intelligenza nuova ti permetterà di lasciar cadere il passato e i suoi ricordi, di lasciar cadere inutili sogni, desideri, gelosie, rabbie, traumi, e ogni altro tipo di ferite psicologiche.
E' solo perché non riesci a lasciar cadere le tue ferite psicologiche che diventi vittima della psicofrode! Il mondo è pieno di psicanalisti delle più diverse specie; si presentano nelle forme e con gli attributi più diversi. Il mondo è pieno di psicoterapie di ogni sorta: come mai sono necessarie tante psicoterapie? Semplicemente perché non sei intelligente quanto basta per curarti le tue ferite. Anziché curarle, anziché lasciarle aperte al vento e al sole, contunui a nasconderle. Hai bisogno degli psicoterapisti perché ti aiutino ad aprire le tue ferite, a tenerle aperte in modo tale che guariscano; solo cosi si possono rimarginare.
Ma è difficilissimo trovare un vero psicoterapista. Su cento, novantanove sono delle psicofrodi, non terapisti!

Il cibo spirituale

Un'altro tipo di cibo avvelenato è spirituale.
Ecco cos'è il sé: qualcosa che ha bisogno di continua attenzione. Si nutre con l'attenzione, questo è il suo alimento. Non sono solo i politici a bramare attenzione, un'attenzione sempre più spasmodica: i vostri cisiddetti santi fanno la stessa cosa. Non esiste alcuna differenza tra i santi, politici e gli attori: il loro bisogno primario è identico. Vogliono che un numero sempre più grande di persone presti loro attenzione, li guardi. Questo diventa cibo per l'ego, ed è il tipo di veleno più sottile.
Fisico, psicologico, spirituale... fai in modo che il tuo corpo fisico sia libero da ogni veleno e da ogni tossina e che la mente non sia gravata da ogni sorta di immondizia e di pattume. E fai in modo che la tua anima sia libera dall'idea del sé. Quando l'anima è libera dall'idea dell'io, sei giunto a quello spazio interiore di non-sé, anatta. Quella è la libertà, quello è il nirvana, quella è illuminazione. Sei giunto a casa. Ora non esiste più alcun luogo dove andare; ora ti puoi riposare, ti puoi rilassare, assestare nel tuo essere. ora puoi gioire di tutta la felicità che l'esistenza riversa in te.
Quando queste forme di cibo avvelenato vengono lasciate cadere, diventi vuoto. Ma questo vuoto non è una condizione negativa: sei vuoto, nel senso che tutti i veleni, tutti i contenuti, se ne sono andati. Ma sei ricolmo: colmo di qualcosa che non può essere definito, colmo di ciò che i devoti chiamano 'Dio'.

Il digiuno

Quando digiuni. il corpo non ha più alcun lavoro di digestione da fare. In quel lasso di tempo può dedicarsi a liberare l'organismo dalle cellule morte, dalle tissine. E' come se, un giorno, il sabato a la domenica, lo dedicassi a ripulire la casa. Per tutta la settimana sei stato impegnatissimo, per cui non hai mai potuto dedicarti alle faccende domestiche...quando il corpo non ha nulla da digerire, visto che non hai mangiato nulla, inizia a ripulire se stesso. Scatta un processo spontaneo e il corpo espelle tutto ciò che non è più necessario, che lo appesantiva e basta.

Un metodo di purificazione

Il digiuno è un metodo di purificazione. Ogni tanto è bello digiunare: non fare nulla, non mangiare nulla, riposarsi e basta. Bevi più che puoi e riposati. Il corpo si ripulirà.
A volte, quando senti che hai bisogno di un digiuno più lungo, puoi prolungarlo: ma conserva sempre un profondo legame d'amore col corpo. Se hai la sensazione che il digiuno gli faccia male, in modo o nell'altro, interompilo. Se è utile al corpo, ti sentirai più vivo, più ricco di energia, ringiovanito, rivitalizzato. Questo dovrebbe essere il criterio: se senti che ti stai indebolendo, se senti un sottile tremolio nel tuo organismo, stai attento: vuol dire che il digiuno non è più un processo di purificazione, è diventato distrutivo. Interrompilo!
Ma si deve imparare la scienza del digiuno: anzi, si dovrebbe digiunare insieme a qualcuno che ha praticato quest'arte da tempo, che ne conosce in profondità il percorso e sappia riconoscere tutti i sintomi: sa cosa accade, quando il processo inizia a diventare distruttivo, e sa cosa accade se non è distruttivo. Dopo un digiuno veramente purificatore, ti sentirai rinnovato, più giovane, più pulito, più leggero, più felice; e il corpo funzionerà meglio, perché ora è sgravato da ogni peso.
Ma il digiuno serve solo se hai mangiato in modo scorretto. Se non hai mangiato male, non è affatto necessario. Il digiuno è necessario solo quando hai già fatto del male al corpo... e noi tutti abbiamo sempre mangiato malamente!

Regimi alimentari

Innanzitutto, io non credo nel digiuno, io credo nella festa. L'intero mio approccio alla vita è la celebrazione. Io npn sono contrario ai piaceri: non sono tutto, si dovrebbe andare oltre, ma in se stessi sono cose meravigliose. Non si dovrebbe negare nulla, perchè ogni parte negata si vendicherà. Nel momento in cui inizi a negare qualcosa, vai contro il Tao. Tao è essere naturali: è una festa, non un digiuno. Un digiuno può essere usato solo se il bisogno insorge naturalmente.
A volte, gli animali digiunano. Forse avrai notato che il tuo cane lo fa: gli metti del cibo davanti, e lui non lo mangia. Ma non è un gianista, non crede nel digiuno: semplicemente, non si sente di mangiare.
Non  si tratta di un principio, di folosofia. E' malato e tutto il suo essere si oppone al cibo; anziché mangiare, vomiterà. Andrà a mangiare qualche erba che lo farà vomitare. Cercherà di liberarsi. Il suo stomaco non è nelle condizioni di digerire altro cibo. Ma si tratta di un fenomeno del tutto naturale.
Quindi, se a volte sorge in te una sensazione naturale che ti porta a digiunare (non in quanto legge, non come un principio, non come una filosofia da seguire, non come una disciplina che ti devi imporre, ma in quanto sensazione naturale), allora digiuna.
Ma, anche in questo caso, ricordati che il tuo digiuno è al servizio della celebrazione, della festa: ti permetterà di tornare a mangiare bene. Il digiuno è sempre uno strumento, non è mai un fine; accaderà solo di rado, solo una volta ogni tanto. E se, mentre mangi, sei perfettamente consapevole e al tempo stesso godi del tuo cibo, non mangerai mai più del necessario.
Io metto l'accento sulla consapevolezza, non sulla dieta. Mangi meglio che puoi e godine al massimo.
Ricorda questa regola: se non godi il cibo che ingerisci, dovrai mangiarne di più, come compensazione. Se godi il cibo che mangi, ne mangerai di meno: non avrai alcun bosogno di compensazione.
Se mangi lentamente, assaporando ogni boccone, masticandolo bene, sarai completamente assorbito dal tuo pasto. Mangiare dovrebbe essere una meditazione. (E questo è il segreto di ogni dieta: il modo in cui mangi)

Il gusto è divino

Io non sono contrario al gusto, perché non sono contro i vostri sensi. Essere sensibili significa essere intelligenti, essere vivi.
Le vostre cosiddette religioni, hanno tentato di desensibilizzarvi, di istupidirvi. Sono ferme oppositrici del gusto: vorebbero desensibilizzare completamente la vostra lingua, in modo da impedirvi di gustare qualsiasi cosa. Ma quello non sarà più uno stato di buona salute: la lingua perde ogni sensibilità solo quando sei malato. Se sei sano, la lingua è sensibile, è viva, pulsa di energia. Io sono assolutamente favorevole al gusto: mangia bene, assapora il tuo cibo. Il gusto è divino.
Cosi come assapori il cibo, devi godere la bellezza, devi ascoltare la musica, e godere; devi toccare le pietre e le foglie e gli esseri umani per sentirne il sapore, la sostanza, e goderne.
Usa tutti i tuoi sensi e usali al loro massimo; solo cosi sarai veramente vivo, e la tua vita sarà infiammata. Non sarà qualcosa di spento, ma una fiamma di energia e vitalità. Io non appoggio affatto quanti vi hanno insegnato a uccidere i vostri sensi, ad andare contro il corpo.

Il corpo è il tuo tempio

Ricorda, il corpo è il tuo tempio, è un dono divino. E' cosi delicato e cosi bello e cosi meraviglioso che ucciderlo sarebbe un gesto di ingratitudine nei confronti di Dio. E' stato Dio a darti il senso del gusto, non è qualcosa che hai inventato tu. E Dio ti ha dato anche gli occhi e ha creato questo mondo psichedelico, assolutamente ricco di colori: lascia che esista un'intima comunione tra gli occhi e i colori del mondo...ogni cosa vive in tremenda armonia. Non spezzarla!
I cosiddetti mahatma stanno facendo un gioco egoico: il modo migliore per sentirsi grandi è mettersi contro il proprio corpo. I bambini lo fanno: devono andare al gabinetto e si trattengono; cosi facendo si sentono potenti perché percepiscono il potere della loro volontà. Il bambino non lascerà andare il corpo ai propri bisogni: ha la vescica piena, ma si tratterrà, per dimostrare al corpo che è lui il padrone, non il servo. Si tratta di abitudini distruttive. Ascolta il tuo corpo. Non ti è nemico; quando ti dice qualcosa, agisci do conseguenza, perché il corpo ha una propria sagezza. Non disturbarla, non lasciarti guidare dalla mente.

Mangiare in consapevolezza

Ecco perché io non insegno alcuna dieta, io insegno solo a essere consapevoli. Mangia in piena consapevolezza , mangia meditativamente; in questo modo non mangerai mai di più, né di meno, del necessario.
Entrambe le cose sono dannose: è un male mangiare troppo, cosi come lo è digiunare; si tratta di due estremi. La natura vuole che tu sia in equilibrio; devi essere nel mezzo: non andare all'estremo.
Andare agli estremi è segno di nevrosi. Rispetto al cibo esistono due tipi di nevrosi: ci sono persone che continuano a mangiare, che non ascoltano il corpo. Esso continua a urlare disperato: ''basta!'' Ma loro proseguono. E' una nevrosi. Ma ne esiste un'altra, di tipo diverso: il corpo continua a urlare: ''ho fame!'', ma c'è gente che digiuna.
Non è affatto qualcosa di religioso, entrambi i tipi sono nevrotici, si tratta di patologie: hanno bisogno di cure, devono essere ricoverati!

Il equilibrio

La persona religiosa è in equilibrio: qualsiasi cosa faccia, è sempre nel mezzo. Non va mai a un estremo, perché tutti gli estremi creano tensioni, ansie. Quando mangi troppo,diventi ansioso perché il corpo è appesantito. E quando non mangi a sufficienza, sei ansioso perché il corpo ha fame.
La persona religiosa sa quando smettere e questa saggezza dev'essere frutto della tua consapevolezza, non di un insegnamento.
Se ti dicessi quanto mangiare, diventerebbe pericoloso, in quanto si riferirebbe solo a una 'media': qualcuno è magro e qualcuno è grasso, se io dicessi loro quanto devono mangiare (tre panini, per esempio) per qualcuno sarà troppo e per qualcuno sarà troppo poco.
Ecco perché non impongo regole rigide: mi limito a darvi un senso di consapevolezza. Ascoltare il corpo: voi avete corpi diversi.
Inoltre, vi sono energie di tipo diverso, voi tutti fate attività diverse. Qualcuno insegna all'università; per ciò che concerne il corpo, non usa molta energia. Non avrà bisogno di grandi quantità di cibo e avrà bisogno di un cibo di tipo diverso da un operaio. Quest'ultimo avrà bisogno di molto cibo, e di cibo particolare. Se esistesse una regola rigida, sarebbe pericoloso: nessuna regola può essere data come universale.

Non esistono regole auree

George Bernard Shaw ha detto che esiste una sola regola aurea, e cioé che non esistono regole auree. Ricordalo: non possono esistere, perché ogni individuo è cosi unico che nessuno può dargli una ricetta.
Quindi, io mi limito a darvi un senso... e non si tratta di un principio, di una legge; la mia prospetttiva sulla vita è la consapevolezza, perché oggi puoi aver bisogno di mangiare di più e domani di meno. Non è solo questione di diversità tra le persone: ogni giorno della tua vita è diverso dagli altri. Se hai riposato per tutto il giorno, potresti non aver bisogno di una grossa quantità di cibo. Se sei stato tutto il giorno in giardino a scavare buche, puoi avere bisogno di una maggior quantità di cibo. Devi essere attento, ecco tutto; e devi essere in grado di ascoltare ciò che dice il tuo corpo. Muoviti in armonia con esso.
Il corpo non è un padrone e nemmeno uno schiavo. Il corpo è il tuo amico, cerca di esserlo anche tu. Chi mangia troppo, come chi vive a dieta, è caduto nella stessa trappola: entrambi sono sordi, nessuno dei due ascolta ciò che il corpo sta dicendo loro...

La pura gioia

Mangia per la pura gioia di farlo: in questo caso sei un uomo, sei umano, sei un essere superiore. Ama per la pura gioia di amare: cosi sei un uomo, un essere superiore. Ascolta per la pura gioia di ascoltare e ti troverai libero dalle limitazioni dettate dall'istinto.
Io non sono contrario alla felicità, sono assolutamente favorevole. E ho capito questo: tutti i più grandi esseri spirituali del mondo, sono sempre stati degli edonisti. Se qualcuno non è un edonista, e finge di essere una persona spirituale, non lo è: è solo uno psicopatico, in quanto la meta intrinseca, la fonte e il fine di ogni cosa è la felicità.
Attraverso di te, Dio ricerca la felicità, e la ricerca in milioni di forme. Lascia quanto più spazio possibile alla felicità, lo aiuterai a raggiungere vette sempre più alte, a essere sempre più felice. In questo caso, sarai religioso, e i tuoi templi diventeranno luoghi di celebrazione, e le tue chiese non saranno più tanto tristi e tanto orribili, cosi compassate, cosi morte, simili a tombe: vi saranno risate e canti e danze e un'infinita celebrazione.
La religione ha sofferto tantissimo a causa delle persone che vi hanno insegnato a torturare voi stessi: dev'essere liberata da tutte queste assurdità. Alla religione si è associata una quantità immensa di pattume: la religione essenziale non è altro che gioia. Quindi, qualsiasi cosa ti renda felice, è virtù; qualsiasi cosa ti renda triste, infelice, miserabile è un peccato.
Lascia che sia questo il criterio per discriminare.

Come funziona la mente

Io non do regole rigide perché so come funziona la mente umana. Una volta data una regola fissa, ti dimentichi della consapevolezza e inizi a seguire rigidamente la regola. Una regola fissa è fuori questione: se ti assoggetti a lei, non crescerai mai più.

Medita su questi aneddoti:

Benny arriva a casa e trova la cucina nel caos più completo.
''Cos'è successo?'' chiede alla moglie.
''Beh, credo che qualcosa non funzioni nel mio ricettario: dice che per misurare gli ingredienti si deve usare una vecchia tazza senza il manico, senza rompere anche la tazza!''
Ovviamente, è ciò che dice il ricettario... la mente umana è un perfetto idiota, ricordalo. Quando ti viene data una regola ben precisa, la segui.

Un uomo grande e grosso viene assunto come guardia del corpo. Suona il campanello e il neo-assunto va ad aprire la porta. La socchiude e con voce tonante ordina al visitatore:
''Lascia fuori l'ombrello!''
''Ma non ce l'ho!'' replica il visitatore.
''Allora procuratene uno, perché il padrone mi ha detto di non fare entrare nessuno, se prima non lasciava l'ombrello fuori dalla porta!''
Una regola è una regola...

Inconsapevolezza

Non do mai regole fisse perché so quanto è stupida la mente dell'uomo, e fino a che punto può arrivare.
Mi limito a darvi una sensazione, un senso di orientamento, una traccia: siate consapevoli e vivete in base alla vostra consapevolezza.
Di solito, si vive una vita estremamente inconsapevole. Mangi troppo, perché sei inconsapevole: non sai cosa stai facendo. Diventi geloso, possessivo, perché sei inconsapevole e non sai cosa stai facendo. Impazzisci dalla rabbia; quando vai in collera sembri posseduto dal diavolo, e non sai più cosa stai facendo.
Sulla croce, Gesù disse (furono le sue ultime parole, e sono parole estremamente importanti): ''Padre, perdona questa gente perché non sa quello che fa!''
I cristiani non hanno mai interpretato queste parole profondissime nel mondo giusto. Il messaggio di Gesù è semplice. Egli dice: ''Queste persone sono inconsapevoli. Non conoscono affatto cosa sia la consapevolezza, per cui non possono essere ritenute responsabili. Qualsiasi cosa facciano, si muovono nel sonno, sono sonnambuli! Per favore, perdonale, non possono essere ritenute responsabili delle loro azioni''.
Quindi, quando mangiate troppo, io prego Dio: ''Padre, perdona quest'uomo. Non sa quello che sta facendo''. E quando digiunate, di nuovo prego Dio: ''Perdona quest'uomo, perché non sa quello che fa''. Ciò che conta veramente non è il fare, ma introdurre nel tuo essere la consapevolezza, e quella consapevolezza cambierà ogni cosa. Voi siete come degli ubriachi.
Questa è la situazione. L'uomo vive cosi...la sola cosa che vorrei è farvi assaporare la consapevolezza. Essa cambierà tutta la vostra vita. Il problema non è darvi una disciplina: si tratta di rendervi luminosi nel vostro essere.

[Il capitolo: ''Cibo e corpo'' dal libro: ''Dalla medicazione alla meditazione'' di Osho Rajneesh]

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