Amarsi e credere in se stesso costituiscono il cammino verso il vero benessere. Ma non è facile trovarsi a proprio agio dentro il nostro corpo, perché ci hanno insegnato a essere diversi da quello che realmente siamo, a correggerci, a confrontarci con dei modelli per noi irraggiungibili... Tuttavia, amarsi non è un lusso, è una priorità fondamentale.L'Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea alcuni elementi essenziali della qualità della vita:
- l'autostima (vale a dire, amare noi stessi)
- la partecipazione alla vita sociale (che deriva dall'elemento precedente)
- i pensieri positivi
Amare noi stessi non è un lusso, ma la giusta chiave verso il benessere, poiché l'amore verso noi stessi e una forte autostima favoriscono la nostra salute fisica e mentale.
L'inutilità dell'autocastigo
La persona è un mix di esperienze in continuo cambiamento. Un corpo che cresce, matura e invecchia. Emozioni che si confondono ogni giorno. Una realtà che si modifica dentro e fuori noi stessi, costantemente.
Tu non sei mai lo stesso di ieri, della scorsa settimana o del mese scorso. E' inutile quindi punirci per gli errori commessi in passato, insistere su ciò che abbiamo fatto di sbagliato, censurarci, criticare noi stessi... dobbiamo renderci conto che stiamo male per un problema che non esiste più.
Quando abbiamo poca fiducia nelle nostre capacità e soffriamo per questo, perdiamo tempo e molte energie disapprovando una parte molto importante di noi stessi, che in realtà è già cambiata.
Ferma l'autocensura
Non riesci a rilassarti quando ci sono tante persone? Ti senti teso, non sai cosa dire e agisci il meno possibile per paura di sbagliare? Se rimani solo con qualcuno, per lavoro o per piacere, non sai come comportarti? Non ti senti soddisfatto del tuo rendimento a lavoro? Ti senti come se dicessi sempre qualcosa di sbagliato? Ti penti del tuo comportamento? Ti confronti costantemente con gli altri la convinzione che loro valgano più di te?
Se è cosi, allora non stai considerando la vita come uno spazio libero per poter semplicemente essere te stesso. Ma non rimproverarti più. Non è colpa tua, ma del censore che risiede dentro di te.
Ecco chi ti impedisce di credere in te stesso
Freud lo chiamava ''Super Io''. Si tratta di una specie di genitore autoritario, un maestro esigente, un sacerdote o un giudice che hai interiorizzato e che, da dentro di te, valuta, premia o punisce ciò che stai facendo, limitando e condizionando il tuo comportamento e il tuo modo di essere. La riconosci? E' la voce interiore che ogni volta che senti l'impulso di fare o dire qualcosa, ti obbliga a comportarti ''nel modo adeguato''. La stessa che fa in modo che, prima di prendere qualsiasi decisione, tu debba valutare se si tratta di una scelta ''giusta' e che anche gli altri compirebbero. Ogni volta che agisci, hai l'impressione di dover render conto a qualcosa. A cosa è dovuto questo comportamento? Tutto ciò avviene perché, automaticamente vengono attivati dentro di te dei meccanismi che bloccano la tua libertà di avere un comportamento naturale e spontaneo, frenando la tua energia vitale e causando atteggiamenti forzati che la influenzano o peggio ancora, la trattengono.
Come nasce l'autocensura
Fin da piccoli, siamo abituati ad ascoltare che cosa è bene e cosa è male, ciò che si deve fare e cosa non si deve fare. I nostri genitori hanno voluto insegnarci a essere ''normali'', di adempiere ai nostri impegni, di comportarci secondo i ruoli che ci sono stati assegnati in casa, nella società o nel lavoro. Siamo ormai abituati a tutte queste regole di limitazione che ormai le abbiamo fatte nostre, facendo nascere e crescere dentro di noi un censore molto severo. E' lui a comandare e ad avere il potere di fare e disfare. Ci impedisce di usare l'energia vitale che abbiamo dentro, la nostra vera natura, costringendoci a deviarci verso gli obiettivi che ci vengono imposti dall'ambiente esterno: l'etichetta, il dovere, gli ideali, la coerenza, il successo...
Cambia il tuo modo di valutare
In un'epoca consumistica come la nostra, non è sorprendente che abbiamo una visione quantitativa dell'autostima: ''Mi piace più (o meno)'', ''Io sono meglio (o peggio)'', confrontando sempre ciò che viviamo ora con quello che abbiamo sperimentato ieri. Il pericolo di questa abitudine è che ci fa confondere la qualità di un sentimento con la sua intensità o quantità.
Per evitare di cadere in questa trappola, dobbiamo imparare a sostituire il ''quanto'' con il ''come''. In questo modo, ci concentriamo sull'assaporare le sensazioni che ogni esperienza irradia in noi e le ingigantiamo fino a sentirci totalmente invasi da loro, come se fossero i profumi più squisiti. Ne percepiamo la vitalità e la concretizzeremo in benessere e in voglia di fare le cose.
Liberati delle aspettative
Hai paura dell'ignoto, dell'incertezza? Con quale stato d'animo affronti gli imprevisti? Quante volte sei solito pensare ''Solo nel caso in cui..'' o ''Perché non si sa mai cosa può succedere?'' Ti viene difficile fare le cose in modo semplice, senza inutili zavorre? Facciamo la stessa cosa a livello mentale. Ci prepariamo a ogni nuova esperienza con la mente piena di pensieri vecchi, consumati, di esperienze del passato, siano esse buone o cattive, ma che interferiscono col presente (''La ultima volta stavo meglio'', ''Meno male che questa volta è andata diversamente''). E manteniamo delle aspettative associate a un futuro programmato, con tutti i dettagli (''Devo seguire il copione''). In questo modo stiamo solo preparando il terreno per il fallimento. Se ci lasciamo condizionare dal passato, i nuovi sviluppi sono destinati a fallire e la nostra autostima e l'amore per noi stessi scendono senza rimedio. La soluzione? Dobbiamo trovare la formula giusta per cancellare sia il passato che le aspettative per il futuro, al fine di affrontare una situazione di condizionalità.
Impara ad amarti
Il primo passo per imparare ad amarti consiste nel riconoscere il male e il bene che c'è in te. In questo modo, che ti piaccia o meno, se riesci ad accettare che sei come sei, che senti ciò che senti, che hai fatto ciò che hai fatto, potrai anche accettare te stesso. L'amor proprio non significa vedersi come una persona meravigliosa, dotata delle più preziose qualità e virtù, alla quale va tutto bene e sempre accompagnato dal successo. Significa anche ammettere gli errori e i propri limiti. L'amor proprio (ciò che una persona prova per se stessa) è connesso alla conoscenza del sé (che cosa pensa di se stesso). In breve, questo amore per sé può essere visto come ciò che qualcuno fa e come lo fa. E per stimolarlo ci sono tre modi molto efficaci:
* Agire per migliorarci e facendo ciò che sappiamo che ci fa del bene. Per esempio, evitando i compiti che possono farci fallire e, al contrario, perseguire quelli in cui siamo capaci.
* Agire per confermare l'immagine che gli altri hanno di noi. Per esempio, se dicono che siamo dei buoni giocatori di pallavolo, organizzando una partita appena possiamo. Se, al contrario, tutti sanno che non ci piace cucinare, invitiamo gli amici al ristorante.
* Agire in modo coerente con la nostra immagine, anche se cambiano le circostanze. Per esempio, se siamo persone solidali, dobbiamo dimostrarlo in qualsiasi momento, con chiunque e ovunque.
RECUPERARE L'AMOR PROPRIO
Ci sono stati imposti dei modelli di obbedienza che limitano la nostra libertà personale e abbiamo perso l'amore per noi stessi. Per recuperarlo, ci sono tre regole fondamentali:
1 - Cambiare ogni giorno
Per imparare ad amarti di più, devi coltivare la capacità di auto-trasformazione e vedere te stesso, giorno dopo giorno, nel modo in cui vivi, con occhi nuovi. E' l'unico modo per indossare la maschera dei personaggi che non ti rispecchiano e che altri hanno cercato di importi.
2 - Ciò che importa è il presente
Non giudicarti, non punirti con i sensi di colpa, non essere ancorato al passato, solo cosi eviterai di comportarti come ieri,invece che come sei ora. Ciò che conta per te è la realtà del momento, del giorno che stai vivendo.
3 - Evita gli obiettivi sbagliati
Quasi sempre ci poniamo degli obiettivi di cui non abbiamo bisogno, ma che altri hanno deciso per noi. La linea di demarcazione tra la frustrazione e la soddisfazione è molto sottile: ti sentirai felice quando gli obiettivi che raggiungerai saranno quelli che stai cercando veramente. In questo modo scomparirà il censore che hai dentro di te e la tua energia vitale sarà attivata.
[ Fonte: ''Guide di psicologia'', Psicologia donna, Sprea editori Internazional]
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